quanto influisce la situazione economica sull’andamento della criminalitÀ locale?

Uno studio pubblicato da Banca D’Italia nel 2013, ha dimostrato che la recessione economica ha un impatto sull’attività criminale a livello locale, in particolare sui furti. Le attuali incognite su mercato del lavoro e ripresa economica, la digitalizzazione del business e il boom del cybercrime, mettono le antiche dicotomie sotto una nuova luce.

Il legame tra difficoltà economiche e reati registrati a livello locale è sempre stato riconosciuto dai sociologi, tuttavia fu solo nel 1968 che l’economista Gary Becker lo mise la prima volta nero su bianco, sostenendo che una diminuzione delle opportunità nel mercato del lavoro legale rende la criminalità relativamente più attrattiva, per chi sceglie di perseguire attività illecite.

Un’affermazione teorica rimasta per anni senza il supporto di prove empiriche, una lacuna sottolineata anche nel Manuale sull’Economia del Crimine di Bruce Benson e Paul Zimmerman (2010). Guido de Blasio e Carlo Menon hanno cercato di colmarla dimostrando, dati alla mano, il legame teorico tra andamento dell’economia e criminalità in un documento pubblicato da Banca d’Italia nel 2013.

Lo studio si concentra sul mercato del lavoro locale in Italia e fa riferimento alla grave crisi del 2007-2009. Gli autori hanno valutato l’impatto delle recessioni economiche sulle variazioni a breve termine dell’attività criminale, analizzando i dati con un approccio più scientifico rispetto a precedenti studi sullo stesso argomento.

Il risultato evidenzia una diversa tendenza tra reati “economici” che richiedono esperienza criminale o competenze specifiche, come le rapine, e quelli che non richiedono particolari abilità o strumenti, come furti ed estorsioni, aumentati in modo significativo come effetto del crollo economico. In particolare, la ricerca ha notato che una diminuzione dell’1% dell’attività economica locale si traduce in un aumento dello 0,6% dei furti e dell’1% delle estorsioni.

Tali osservazioni possono rivelarsi utili nella lotta alla criminalità, sebbene ogni crisi sia caratterizzata da peculiarità di volta in volta differenti. In Italia i prefetti sono stati autorizzati a monitorare l’andamento dell’economia locale per prevedere possibili picchi di fenomeni criminosi, talvolta spia di attività illecite ben più articolate sul territorio.

L‘attuale scenario è caratterizzato da un lato dall’aumento della disoccupazione (10,7%, dati Istat aprile 2021), dall’altro le imprese denunciano un crescente clima di insicurezza, non solo economica. Nei primi sei mesi del 2020, ad esempio, i reati di usura sono aumentati del 9,8% in Italia, fenomeno che un anno dopo il 27% degli imprenditori percepisce peggiorato, secondo un sondaggio Confcommercio (aprile 2021). Su tutto, restano sospese diverse incognite: gli effetti della prossima rimozione delle misure di protezione sociale (divieto licenziamenti, Cassa integrazione Covid…), e l’attesa di una ripresa economica, con previsioni Pil positive per l’Italia (+4,3% nel 2021, secondo il Fmi).

Così, se da un lato il mondo del lavoro ha fatto ricorso alle tecnologie da remoto nel corso della pandemia, anche i criminali sembrano essersi adeguati all’accelerazione digitale e nel 2020 gli attacchi informatici sono aumentati a livello globale: il 66% in più rispetto al 2017, secondo il Rapporto 2021 Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica). Nei primi sei mesi del 2020, in particolare, i delitti informatici sono aumentati del 23,3% in Italia, mentre i reati “fisici” sono diminuiti (-41,3% furti, -29,6% rapine), secondo dati del ministero dell’Interno.

Considerando gli attacchi informatici come crimini “professionali”, è plausibile aspettarsi che le due tipologie di criminalità, specializzata e non, osservate nello studio pubblicato dalla Banca d’Italia nel 2013, tendano a cambiare pelle e colmare l’antico gap. Adottare buone pratiche di riduzione del rischio criminale, con il supporto di professionisti del settore, è oggi una linea cautelativa sempre più raccomandata.

 

FONTI:

Down and out in Italian towns: measuring the impact of economic downturns on crime, Banca d’Italia, luglio 2013

Rapporto Clusit 2021, Clusit

Istat: tasso disoccupazione aprile al 10,7%. Pil primo trimestre positivo: riviste al rialzo stime, Rai News, 1 giugno 2021

Usura: danni per le imprese del commercio e dei servizi, Confcommercio, 21 aprile 2021

I furti e le rapine crollano con il virus ma più reati sul web, Sole 24 ore, 26 ottobre 2020

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